Kane Annour Ibrahim - Il deserto negli occhi

il-deserto-negli-occhi-copertina3 "Il Deserto ti dà il dono raro della Profondità ed è Sacro perché ti indica la via dell'Essere".

Il deserto come spazio infinito, come dimensione affettiva, come luogo dell'anima.
Ibrahim Kane Annour è figlio del deserto: a undici anni accompagna il padre nelle carovane, seguendo il vento in sella ad Abbarogh, il cammello più docile. Impara ad orientarsi osservando il cielo, il letto asciutto dei fiumi, il contorno delle montagne all'orizzonte. A quindici si innamora di Gheishita, dalle lunghe trecce, e di notte scappa per andarla a trovare di nascosto nel suo accampamento.

A ventitre sposa Maria Zenabou, conquistato dai suoi penetranti occhi neri, in una cerimonia in grande stile ad Agadez.
Poi scoppia la rivolta dei tuareg e Ibrahim, sospettato di aver aderito al movimento dei ribelli ad Agadez, deve lasciare la moglie e i figli per non finire in prigione, torturato o ucciso, come gli amici, come il padre. Lui che è sempre stato un uomo libero e la cui colpa è stata solo quella di voler essere un uomo libero e di accompagnare i turisti nel deserto.
Trova asilo in Italia, dove si adatta a fare l'operaio, a vivere in oasi di cemento, a scandire il tempo secondo il ticchettio delle lancette. Si reinventa una vita. Dopo alcuni anni riesce a ricongiungersi con la sua famiglia e ora vive a Pordenone, dove vive la comunità tuareg più grande d'Italia.
Ma nei suoi occhi scuri come l'ebano, misteriosi e impenetrabili, sono ancora riflesse le dune, e il vento del deserto di notte lo chiama, chiedendogli di tornare.

Elisa Cozzarini, Ibrahim Kane Annou, ed. Nuovadimensione

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