Sconfinate vallate verdi si inoltrano tra montagne e foreste di larici diventando colorate cornici di fiumi e laghi: è il paesaggio della valle dell’Orkhon, feudo di uno dei più grandi conquistatori della storia mondiale, Gengis Khan.
In questa regione i resti del sito imperiale di Karakorum, il monastero d’Erdenii Zuu e l’eremo “nido d’aquila” di Zanabazar, abile scultore e primo pontefice della lamasseria mongola, richiamano numerosi pellegrini che vengono da tutto il paese attratti anche dalla bellezza dei paesaggi e dalla cultura nomade pastorale ancora tanto intatta.
Le bianche “ger” punteggiano le verdi valli e fungono da fulcro per le mandrie di cavalli, di buoi e yak, e per le greggi di pecore.
La maestria dei mongoli nel guidare questi animali a dorso di cavallo è impressionante e provoca oltre ad un po’ di invidia uno stimolo in più nell’approcio ai loro cavalli, docili, di piccola taglia e facili da montare.
I cavalieri di tutti i livelli così come i neofiti sono i benvenuti, la Mongolia è tra i migliori posti del mondo per intraprendere la pratica equestre, con il minor dispendio possibile di tempo e il massimo di serenità e libertà; .
I cavalli mongoli non necessitano di manutenzione e si è sempre assistiti dai nomadi allevatori dello staff, che tenendoci per mano ci accompagneranno nell’ immensità degli spazi fino a conoscere la magnifica ospitalità dei nomadi, invitandoci a bere il latte di giumenta fermentato e distillato e a mangiare i loro ottimi prodotti caseari.
Durante i sette giorni con i cavalli, l’assistenza dei minibus 4×4 è praticamente costante e permette a chi necessita una pausa, un po’ più lunga ,delle frequenti già previste, di poter lasciare la carovana di cavalli per ritrovarla alla sosta seguente.
I campi vengono montati con l’aiuto dello staff e solo per il campo nella regione dei laghi di Naiman Nuur i minibus saranno sostituiti da una carovana di Yak.
Le due giornate iniziali prevedono il raggiungimento della valle dell’Orkhon visitando la regione di Khogno kan- Karakorum e le due finali ci riporteranno alla capitale Ulan Baatar dove avremo a disposizione l’ultima giornata per visitare il monastero di Gandan ed il museo.
Circa 1000 km con i minibus e 7 giornate con i cavalli, tappe di 5-6 ore al giorno.
Staff costituito da una guida italiana, autisti e cavalieri e cuoco mongoli.
3 pernottamenti in ger (campi fissi attrezzati ) 2 in hotel a Ulan Baatar e 8 in tenda con tendone per la cena con tavolo e sedie.
Clima caldo moderato di giorno con escursione termica che porta le notti ad essere anche fredde.
Obbligatorio visto consolare
Durata (gg): 15
numero minimo partecipanti: 9