Un viaggio particolare e impegnativo, per il quale è necessario un buon spirito d’adattamento, che ci fa conoscere l’universo bianco artico nella stagione più favorevole, le aurore boreali e una terra dove ogni confine consueto viene meno: tra la terra e il mare, tra il giorno e la notte, tra il ghiaccio e il cielo.
Raggiunta Kulusuk, paese di circa 300 abitanti che vivono prevalentemente di caccia, ci si imbarca per Tasiilaq attraversando una zona costiera con migliaia di iceberg e zolle di packice, passaggio frequente delle balene.
La nostra navigazione prosegue seguendo i fiordi di Angmassalik e di Iqateq, sede di una vecchia base americana costruita durante la seconda guerra mondiale.
Districandoci tra iceberg di svariate forme e colori, il fiordo di Sermiligaq ci apre le porte alla scenografia mozzafiato del Knud Rasmussen Gletcher : perla unica, questo immenso ghiacciaio si getta in mare con un fronte largo più di tre chilometri la cui testa è frastagliata in impressionanti punte, blocchi e pinnacoli.
A piedi ci inoltriamo in questo universo di cristallo, iniziando una spettacolare e inedita traversata: sei giorni in autonomia in un ambiente selvaggio e incontaminato, un vero deserto artico; seguiremo tutto il ghiacciaio di Rasmussen fino al colle culminante a 965 mt., da dove la discesa lungo la più stretta lingua ghiacciata del 16 september gletcher, sempre in un universo di magnifici massicci montuosi, ci porterà alla testa dell’immenso fiordo di Sermiliq; uno spettacolo eccezionale dove tre immensi ghiacciai derivanti direttamente dalla calotta centrale si gettano in mare con uno sterminato caos di ghiacci e iceberg.
La navigazione in questo dedalo, a volte veramente privo d’acqua è molto difficoltosa ma resta una esperienza unica durante la quale si possono ammirare le eccezionali qualità dei cacciatori inuit.
Navighiamo ancora, passando dal caratteristico villaggio di Tiniteqilaq, piccolo agglomerato di un centinaio di abitanti che vivono di caccia ai limiti della nostra società, ancora oggi un verace spaccato di una società polare di cacciatori: pelli d’orso ad essiccare, pesce e carne di foca sui telai esterni di tutte le case.
Chiudiamo il nostro periplo raggiungendo l’isola di Kulusuk
2 o 3 giorni di navigazione a seconda delle condizioni dei ghiacci. Circa 120 km a piedi. Tappe quotidiane da 6 a 8 ore.
Bagagli e materiali trasportati dai partecipanti tramite “pulke”.
Due notti di hotel e il resto in tenda.
Pasti freddi a mezzogiorno e caldi alla sera a base di prodotti disidratati e liofilizzati preparati dallo staff assistito dei partecipanti.
Guida italiana.
Temperature medie diurne tra + 5° e + 15°C.
Temperature notturne tra 3°C e + 3°C.
Durata (gg): 13
numero minimo partecipanti: 7